AmministratoreSi fa Sempre più scomoda la posizione degli ex soci di srl estinte. La Cassazione, sull’onda lunga e perdurante di un filone interpretativo, tenta di chiudere a chiavistello la responsabilità dei soci di srl estinte, quantomeno sul piano processuale.

Da ultimo è intervenuta l’ordinanza n. 17243/2018 mediante la quale i supremi giudici hanno stabilito che:

  1. i debiti tributari insoddisfatti dopo la cancellazione della società si “trasferiscono” in capo ai soci, indipendentemente dal fatto che costoro abbiano incassato somme sulla base del piano di riparto finale;
  2. i soci, quindi, devono subire l’accertamento da parte del fisco; dovranno, cioè, sopportare la creazione di un titolo atto alla successiva fase riscossiva;
  3. l’effettiva responsabilità al pagamento delle ulteriori somme accertate post riscossione, dipenderà, però, dall’aver percepito somme in riparto dalla liquidazione societaria.

La tematica è ampia e delicata. In proposito sovviene il D.lgs 175/2014 che ha introdotto la “reviviscenza” fiscale delle società entro 5 anni dalla loro cancellazione.

Con queste premesse la chiusura di una società con la relativa distribuzione di somme ai soci dovrà essere valutata sempre di più con estrema attenzione.

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