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Possono tirare un sospiro di sollievo gli amministratori delle società che si dimettono un attimo prima che si realizzi il fatto costituente il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali sui dipendenti. Lo stesso ragionamento può essere effettuato anche per l’omesso versamento delle ritenute fiscali sui lavoratori subordinati. E’ un principio ribadito recentemente dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 29651/2018, (si vedano anche le sentenze n. 53158/2014 e 12248/2014 in tema di ritenute fiscali). I giudici, in buona sostanza, ci dicono che nulla può essere addebitato all’amministratore che si dimette prima che decorra il termine di versamento dei contributi, (di solito il 16 di ogni mesi, per i debiti maturati il mese precedente), a meno che non si provi che il tutto sia stato architettato con frode in modo preordinato all’omssione di versamento).

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